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La storia

Fondata dai romani, deve alla sua conformazione geologica del sito l'inattaccabilità del proprio territorio.

La zona prese il nome "dal fragore delle onde che nel piano della sottoposta vallata odonsi mugghiare allorchè il mare infuria", inizialmente era divisa in due borghi detti "Terra Furoris e Casanovae", ma a partire dal XVII secolo non viene più citata in documenti la "Terra Casanovae"

Infatti Furore è costituita dal piccolo borgo posto all'interno dell'omonimo Fiordo, sulla riva del mare e dalla parte alta sviluppatasi lungo le pendici dei monti lattari.

I due siti sono collegati da una lunghissima scalinata, realizzata nel periodo della Repubblica Marinara, grazie alla quale le merci che giungevano per mare, venivano trasportate "a spalle" verso il borgo superiore.

 

 
 

Alcune delle famiglie più importanti hanno dato il nome a luoghi e strade, quali: Le Porpore, Li Cuomi, Li Candidi, Li Summonti.

Questi ultimi, dopo aver lungamente fatto i pendolari per motivi di studio e di lavoro tra Furore e Napoli, si trasferirono definitivamente nella capitale del Regno verso la metà del 1400. Ma lasciarono quì la loro impronta di uomini probi, costituendo una cospicua donazione in ducati, con le cui entrate annue doveva maritarsi una "zitella povera e onesta di Furore".

I Furoresi erano, inoltre, tenuti a recare alla dimora napoletana dei Summonte, in segno di gratitudine e di rispetto, "tre rotola di ragoste, bone vive et aptea riceversi". Finiva qui la ricompenza? Qualche maligno continua a pensare che essa si estendesse alla nubenda, sotto forma di "jus primae noctis", ma di ciò non si ha conferma.

Lo stemma dell'antica Terra Furoris Universitas è rappresentato da uno scudo raffigurante una colonna d'oro in campo azzurro.

Furore conta oggi quattro chiese: San Giacomo, San Michele, Sant'Elia e Santa Maria della Pietà.

Le prime tre sono parrocchie; la quarta è sede di un'antica confraternita, fra le più importanti e prestigiose della diogesi.Vi sono poi alcune cappelle di origine gentilizia: S. Giuseppe eretta dalla famiglia Florio; Sant'Alfonso, costruita dai padri missionari Fusco; cappella della S. Croce, anticamente appartenente alla famiglia Ferrajoli.

Nella chiesa di S. Giacomo, risalente all'XI secolo, sono stati recentemente rinvenuti pregevoli affreschi di scuola giottesca attribuiti ad Odorisio.

La chiesa di S. Elia Profeta, costruita intorno al 1300, rimodernata nel 1474, conserva un trittico su tavola del pittore Angelo Antonello da Capua, che lo dipinse nel 1482. Esso raffigura la beata Vergine, S. Elia e S. Bartolomeo e rappresenta l'opera pittorica più pregevole di tutta la Costa d'Amalfi.

 

"La Vela B&B", via Mola n° 6 -Furore- (SA) C.A.P. 84010 Tel/Fax (+39) 089-830563
Ultimo aggiornamento: 07/06/2008

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